giovedì 16 ottobre 2008
RIPRENDIAMOCI LE UNIVERSITÀ!
In nome di una ideologia meritocratica che si traduce in selezione di classe il Governo ci propone l’immagine di una società della conoscenza ridotta ad aggregato culturale di merce scadente. E lo fa nel modo peggiore, cioè affossando le prospettive di sviluppo di un paese atterrato dalle deficienze di un capitalismo in crisi che oggi chiede allo Stato di intervenire a risolvere le sue contraddizioni.
Tagli ai finanziamenti, riduzione a un quinto del rapporto già basso tra pensionamenti e nuove assunzioni, abolizione del valore legale del titolo di studio, aumento dei corsi di laurea a numero chiuso, costruzione di Università di élite, magari come quei centri di “eccellenza”, tanto cari al Ministro Tremonti, che di eccellente hanno solo il fiume di quattrini che rubano allo Stato, mentre le Università pubbliche rischiano la bancarotta. E poi l’obbrobrio che rischia di essere esteso al mondo della scuola della possibilità di trasformarsi in fondazioni private, l’ultima frontiera di un’autonomia finanziaria ridotta a privatizzazione delle prassi gestionali degli Atenei attraverso la totale alienazione di strutture e risorse pubbliche. Uno scempio legislativo applaudito dalla finta opposizione del PD che già in passato aveva di mostrato sintonia con questa inedita cultura di statalismo neoliberista che nulla ha a che vedere con quel modello anglosassone tanto acclamato ma evidentemente poco conosciuto dai legislatori nostrani.
A tutto questo ci opponiamo partecipando alle mobilitazioni che sono nate sia all’interno dell’ateneo Bolognese, sia a tutte le lotte che ieri hanno visto mobilitarsi sia le scuole superiori sia le scuole primarie.. Esigiamo la stabilizzazione immediata dei precari di lungo corso e un finanziamento straordinario per l’assunzione a breve di nuovi ricercatori. Chiediamo una riforma dello statuto giuridico dei docenti con separazione netta tra assunzione e avanzamento di carriera e un adeguamento stipendiale per la terza fascia (gli attuali ricercatori). Chiediamo un innalzamento delle borse di dottorato. Vogliamo la completa abolizione delle selezioni in ingresso ai corsi di laurea e l’azzeramento delle tasse di iscrizione all’ Università per studenti e studentesse provenienti da famiglie con basso reddito. Vogliamo una riforma del sistema di governo degli Atenei in senso democratico e partecipativo. Vogliamo che venga istituito il diritto di assemblea d’Ateneo e di Facoltà con conseguente sospensione della didattica. Vogliamo una Università che selezioni in base al merito e non alla classe sociale. Per far questo servono risorse. Chiediamo un taglio radicale della spesa (sempre crescente) destinata ai nuovi armamenti e magari il recupero dei milioni di euro che ogni anno sono regalati alla chiesa cattolica attraverso il trucco dell’8 per mille destinando il ricavato alla ricerca pubblica.
Chiediamo forse la luna? Se un sistema della ricerca e della formazione di massa e di qualità dentro una società compiutamente democratica si chiama luna, allora Sì.
Chiediamo la luna.
mercoledì 7 maggio 2008
Verona, morto il ragazzo pestato
VERONA – Non ce l’ha fatta Nicola Tommasoli. Il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio è morto. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione iniziato dopo l’assenza di attività cerebrale. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti.
lunedì 28 aprile 2008
risultati elezioni universitarie
La lista “Stella Rossa – Sinistra e Movimento”, contro le destre ed in alternativa alla sinistra moderata, ottenendo in totale 486 voti alla lista più 132 ottenuti sul collegio uninominale. Confermiamo il risultato ottenuto nel 2006 e passiamo da 1 a 2 compagni eletti: uno nel Consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia, Franco Tomassoni (dove la lista ha ottenuto il 6.5%), l’altro nel Consiglio di Corso di Laurea di Scienze Antropologiche, Mattia Testuzza (dove la lista ha raggiunto una percentuale “bulgara” con oltre l’ 83.3% di consensi).
Il risultato, alla luce della riduzione del numero degli studenti iscritti nell’Ateneo Bolognese e di fronte ad un sensibile calo di votanti, è per noi positivo.
Abbiamo ottenuto un buon risultato anche nella facoltà di Giurisprudenza, dove eravamo presenti per la prima volta e dove i compagni iscritti a quella facoltà hanno portato avanti un ottimo lavoro, mancando di pochissimo l’elezione di un consigliere.